Come aiutare la vostra famiglia e salvare delle vite.

[il post originale è stato pubblicato qui domenica 6 settembre 2015]

Questo è un posto sicuro: siamo in Tennessee, in una piccola casa perfetta, presa in prestito da un’ostetrica che è andata a ovest, al matrimonio del figlio. Cuciniamo, mangiamo, recuperiamo il sonno arretrato. Amanda dovrebbe partorire tra una settimana e pare che il suo Istinto del Nido si manifesti innanzitutto nel tentativo di riordinare la sua casella email. In più pulisce, lava e piega vestiti per neonati. Io scrivo molto, mi godo il piacere di scrivere senza distrazioni e l’assenza di segnale del cellulare e di connessione a internet. (giovedì ho terminato la prima stesura di un copione e venerdì ho scritto una prefazione a SANDMAN: OVERTURE.) Già da molto tempo ci sentiamo una coppia. Ora iniziamo a sentirci una famiglia.

Ho la sensazione che questo senso di sicurezza sia molto fragile e vada custodito come un tesoro.

C’è una foto che non pubblicherò. È probabile che l’abbiate già vista: mostra Aylan Kurdi, un rifugiato siriano di tre anni, morto su una spiaggia in Turchia in seguito al tentativo della sua famiglia di raggiungere la Grecia. Mi ha fatto piangere, ma so di essere eccessivamente sensibile alle cose brutte che succedono ai bambini piccoli in questo momento. Reagisco come se fosse un mio parente.

A maggio dell’anno scorso sono stato in un campo per rifugiati in Giordania. Ho parlato con una donna di ventisei anni che aveva avuto un aborto spontaneo in Siria, dopo la caduta delle prime bombe. Era riuscita ad abbandonare la Siria ma il marito l’aveva lasciata per un’altra donna, nella speranza che questa avrebbe potuto dargli dei figli. Abbiamo parlato con donne incinte di otto mesi che avevano camminato attraverso il deserto per giorni, oltrepassando i morti e i corpi smembrati delle persone che sfuggivano alla guerra, e che, come loro, erano state tradite dai trafficanti che gli avevano promesso una strada per la libertà.

Ho rivalutato la civilizzazione che di solito do per scontata. L’idea che ci si possa svegliare in un mondo in cui nessuno cerchi di farti del male o di ucciderti, in cui ci sia del cibo per i tuoi bambini e un posto sicuro in cui far nascere tuo figlio è diventata inusuale.

Ho scritto di quando sono stato nei campi per rifugiati siriani sul mio blog e sul Guardian. (Potete leggerlo qui: http://www.theguardian.com/world/2014/may/21/many-ways-die-syria-neil-gaiman-refugee-camp-syria e dovreste, se avete tempo. Vi aspetto qui. E qui ci sono alcune foto di quando mi trovavo lì: http://www.theguardian.com/world/gallery/2014/may/21/neil-gaiman-syria-refugees-jordan-in-pictures)

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Giordania, Turchia e Libano hanno ospitato, in tutto, milioni di rifugiati siriani. Persone che sono scappate, come fareste voi o come farei io, quando restare nei posti che più amavano non era più possibile o sicuro.

L’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’ONU ha lanciato un appello all’Europa che dovreste leggere (e dovreste insistere perché lo legga anche chiunque vi rappresenti) a http://www.unhcr.it/news/dichiarazione-dellalto-commissario-per-i-rifugiati-ant-nio-guterres-sulla-crisi-di-rifugiati-in-europa:

Gli unici che beneficiano della mancanza di una risposta europea comune sono i trafficanti che traggono profitti dalla disperazione delle persone in cerca di protezione. E’ necessaria una più efficace cooperazione internazionale volta a contrastare i trafficanti, compresi quelli che operano all’interno dell’UE, che possa nel contempo garantire la protezione delle vittime. Nessuno di questi sforzi sarà efficace senza prevedere maggiori opportunità di ingresso che permettano alle persone di arrivare legalmente in Europa e di ricevere protezione. Migliaia di genitori rifugiati non hanno altra scelta che quella di mettere a rischio la vita dei propri figli in pericolosi viaggi nelle mani dei trafficanti.

L’Agenzia per i Rifugiati dell’ONU ha sottolineato quanto siano importanti le parole. In questo caso, le parole migranti e rifugiati: sono due cose differenti e non hanno lo stesso significato per quanto concerne gli obblighi di un governo nei loro confronti. http://www.unhcr.it/news/il-punto-di-vista-dellunhcr-rifugiato-o-migrante-qual-e-corretto

Uno dei principi fondamentali stabiliti dal diritto internazionale è che i rifugiati non debbano essere espulsi o rimandati in contesti in cui la loro vita e la loro libertà sarebbero minacciate.
La politica interviene in tali dibattiti sempre in un certo modo. Assimilare rifugiati e migranti può avere gravi conseguenze per la vita e la sicurezza dei rifugiati. Confondere i due termini svia l’attenzione dalle specifiche protezioni legali di cui i rifugiati hanno bisogno. Può minare il sostegno dell’opinione pubblica ai rifugiati e al diritto d’asilo, proprio nel momento in cui moltissimi rifugiati hanno più che mai bisogno di tale protezione. Dobbiamo trattare tutti gli esseri umani con rispetto e dignità. Dobbiamo garantire che i diritti umani dei migranti siano rispettati. Allo stesso tempo, dobbiamo anche offrire un’adeguata risposta giuridica per i rifugiati, a causa della loro particolare situazione.

Vale la pena assicurarsi che si usino le parole esatte. Molto spesso non ci rendiamo conto che esiste una differenza tra le due, o che i rifugiati hanno dei diritti reali – i diritti che vorreste anche voi, se foste obbligati ad abbandonare la vostra casa.
In molti mi hanno chiesto come noi, in quanto singoli, possiamo migliorare le cose per i rifugiati: c’è un articolo eccellente su The Independent che spiega cosa potete fare, nella pratica, per aiutare o fare la differenza.

http://www.independent.co.uk/news/world/europe/5-practical-ways-you-can-help-refugees-trying-to-find-safety-in-europe-10482902.html

L’UNHCR, l’agenzia delle nazioni unite per i rifugiati, fornisce del cibo e una casa e sta aiutando letteralmente milioni di rifugiati in tutto il mondo, sempre con l’obiettivo di riportarli in sicurezza a casa propria, un giorno. I loro fondi vengono da governi e individui privati da tutto il mondo. Ma con questa crisi sono a corto di risorse. Potete aiutarli.
Donate a http://rfg.ee/RN3uy​ e per favore, condividete il link per le donazioni:

Con il vostro aiuto, l’UNHCR può fornire assistenza in vari modi:

  • distribuire kit di sopravvivenza contenenti coperta termica, asciugamano, acqua, barretta energetica ad alto valore nutritivo, scarpe e vestiti asciutti, a ogni sopravvissuto;
  • stabilire centri di accoglienza in cui i rifugiati possano essere registrati e ricevere cure mediche essenziali;
  • fornire rifugi di emergenza temporanei per i rifugiati particolarmente vulnerabili;
  • aiutare i bambini che viaggiano da soli, fornendo aiuto e supporto specialistici.

Come ho detto su questo blog dopo essere ritornato dalla visita ai campi:

Sono tornato dalla Giordania vergognandomi di far parte di una razza che tratta i proprio membri così male, e allo stesso tempo orgoglioso di far parte della stessa razza umana che fa del suo meglio per aiutare le persone ferite, che hanno bisogno di rifugio, sicurezza e dignità. Facciamo tutti parte di una enorme famiglia, la famiglia umana, e ci prendiamo cura della nostra famiglia.

(Mi piacerebbe che faceste circolare questo articolo e i suoi link. Chi sa che sono coinvolto nella questione dei rifugiati mi ha chiesto dove donare, cosa fare e cosa leggere, così ho messo insieme questo testo per loro, e adesso, per voi. Il link per le donazioni è http://rfg.ee/RN3uy).

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